Chiunque, si rechi sulla collina di Busca, per una passeggiata o semplicemente per trascorrere un pomeriggio nella più completa tranquillità, salendo a piedi o in bicicletta attraverso la strada che dalla città porta al crinale posto ad occidente intravede, avanzando, una costruzione. Strana, diversa, si fa strada tra gli alberi, fintantoché l’architettura si impone di colpo sulla natura, gentile, non prepotente, cercando la giusta armonia col paesaggio su cui domina ma con cui sapientemente dialoga. Per un istante, con gli occhi socchiusi e lo sguardo perso nella profondità della natura si può immaginare ciò che l’Eremo era, ma soprattutto, quello che potrebbe ritornare ad essere. Complesso Architettonico noto fin dall’antichità con il nome di “Belmonte”, ha origine con la costruzione nel 1200 della cappella della Madonna e del monastero della certosa femminile di Santa Maria di Belmonte che, nel 1400 passò alle suore domenicane. Nei primi anni del 1600 poi il complesso fu ceduto ai Camaldolesi di San Romualdo e diventò centro devozionale e richiamo di pellegrinaggi. A fianco dell’antica chiesa medievale i frati eressero la nuova chiesa barocca decorata con dipinti del Dalamano e stucchi del Beltramelli. Nel 1800 il complesso fu acquistato da nobili locali, adibito a villa signorile e arricchito da dipinti a soggetto mitologico di Francesco Gonin tra cui il refettorio già salone dei casati con gli stemmi dei medesimi e con la leggenda di Telemaco, figlio di Ulisse, nonché della Galleria dei quadri con la battaglia del Risorgimento. Il Gonin aveva altresì dipinto un grande ambiente al piano secondo. Per motivi ereditari la proprietà passò alla famiglia dei Grimaldi abitata solo nei mesi estivi mentre tutto l’anno era custodita da famiglie di mezzadri che si occupavano inoltre della coltivazione dei terreni e della manutenzione del fondo. In seguito, per rinuncia dei Grimaldi stessi, l’eremo fu ceduto ad un intermediario immobiliare che ne fece donazione alla Parrocchia di Carmagnola negli anni ’50 del 1900. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa abbaziale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti cosicché, ad oggi rimangono soltanto alcuni ruderi dell’ambiente sacro ma, come direbbe John Ruskin : “[…] Le cose sono più preziose nel ricordo, di quanto esso lo sia nel suo rinnovarsi”, ed ancora “[…]… la gloria più grande di un edificio non risiede né nelle pietre ne’ nell’oro di cui è fatto. La sua gloria risiede nella sua età, e in quel senso di larga risonanza, di severa vigilanza, di misteriosa partecipazione, perfino di approvazione o di condanna che noi sentiamo presenti nei muri che a lungo sono stati lambiti dagli effimeri flutti della storia degli uomini. Attualmente il complesso dell’Eremo è gestito dai volontari della Parrocchia di Carmagnola che eseguono tutte quelle opere necessarie alla manutenzione ordinaria della struttura organizzando eventi, periodi di villeggiatura estiva per famiglie e giovani, feste e cerimonie, anche importanti per la sopravvivenza dell’edificio stesso. Data l’importanza dell’apparato decorativo e dei dipinti presenti all’interno del complesso e la necessità di intervenire con operazioni di restauro, la Parrocchia SS.Pietro e Paolo ha incaricato un restauratore accreditato per l’esecuzione delle opere di restauro pittorico delle decorazioni in volta del salone principale e della galleria. In data 07 aprile 2008, dopo aver acquisito le necessarie autorizzazioni, sono iniziati pertanto i lavori di manutenzione ordinaria ad opera dell’impresa “Conservazione e restauro opere d’arte” di Nelson Lozano di Rivoli, seguiti dal direttore dei lavori Architetto Igor Violino di Roccaforte Mondovì e dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione Architetto Stefania Manfredi di Mondovì. Per questioni organizzative e di utilizzo degli spazi, essendo il periodo estivo quello di maggiore utilizzo dell’Eremo, i lavori verranno sospesi a fine giugno per poi riprendere all’inizio di settembre evitando la contemporaneità del cantiere e degli eventi organizzati dalla parrocchia. La prima parte di lavori, da aprile fino a fine giugno, interesserà il restauro della galleria mentre la seconda, nel periodo autunnale, il salone.
Lo stato di conservazione delle volte del salone e del corridoio, analizzato dettagliatamente dal restauratore con documentazione fotografica e prove in laboratorio, ha messo in evidenza la decoesione degli strati pittorici con evidenti sollevamenti, cadute di colore e numerose zone caratterizzate da fessure nella muratura di modesta entità che hanno portato cadute di materiale degli intonaci preparatori e del film pittorico. La pellicola pittorica poi, compromessa dagli sbalzi di temperatura, agenti atmosferici e migrazioni di umidità di condensa, ha potuto influenzare anche la migrazione di sali solubili dalle murature. Inoltre nella volta del salone sono presenti numerose ridipinture e ritocchi. Il primo lotto di lavori ha incluso il preconsolidamento delle zone ammalorate e decorse sulla superficie delle volte, la successiva rimozione dei depositi superficiali incoerenti, il preconsolidamento dell’intero apparto per mezzo di resine sintetiche, previamente testate in loco, efficaci alla riadesione del film pittorico al supporto per mezzi a spruzzo o nebulizzazione del prodotto. Stabilizzata la situazione degli intonaci e delle superfici dipinte si è passati al trattamento per la rimozione e neutralizzazione dei sali solubili presenti sulla superficie mediante successiva applicazione di compresse assorbenti di carta giapponese sulle zone interessate dalla cristallizzazioni dei sali solubili, operazione ripetuta fino all’attenuazione, dove possibile, o alla scomparsa del fenomeno. Nella fase successiva è stata eseguita la pulitura del film pittorico, ovvero la rimozione della patina nera e degli strati di ridipintura aderenti alla pellicola originaria, realizzata per mezzo di compresse con sostanza tensoattiva non ionica e non alcalina o delamina a bisturi, previo test di solventi in loco. Le stuccature delle fessure e l’inserimento di cannule in gomma è stata l’operazione propedeutica alle iniezioni di materiale consolidante idoneo a base di calce idraulica naturale e materiali inerti a basso peso specifico. Indurito il materiale iniettato all’interno delle murature si è passati all’integrazione materica delle lacune di intonaco con malte a base di calce della stessa granulometria e dello stesso colore dell’originale con successiva pulitura e revisione cromatica dei bordi. Al termine di questo intervento è stata eseguita, ad acquarello, l’integrazione cromatica di cadute della pellicola pittorica e/o abrasioni per restituire l’unità di lettura cromatica dell’opera unita all’integrazione di parti mancanti sull’indicazione della D.L. e delle competenti Soprintendenze. Per garantire una durata maggiore degli interventi e per proteggere dagli agenti atmosferici le superfici dipinte, si è provveduto alla protezione corticale delle superfici con materiali non filmogeni, reversibili e compatibili con gli originali.
Il lavoro eseguito fino ad oggi è stato comunque possibile grazie all’interessamento di don Giancarlo Avataneo Rev.mo parroco dei SS.Pietro e Paolo Apostoli in Carmagnola, insieme ai numerosi volontari ed ai componenti del Consiglio Pastorale per gli Affari Economici della parrocchia che, presenti in ogni circostanza, durante tutti questi anni, con grande passione e volontà si sono occupati dell’Eremo, considerandolo parte della loro storia ed evitando, in tal senso, l’abbandono e la conseguente rovina e perdita di un patrimonio storico-architettonico e sociale così importante.
I lavori attuali, di cui questo rappresenta un primo lotto, ad opera del restauratore Nelson Lozano, sono seguiti dall’Architetto Igor Violino sotto la sorveglianza della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte nella persona del Dott. Bruno Ciliento e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte nella persona dell’Arch. Elena Frugoni nonché autorizzati dal Comune di Busca, consapevoli che le scelte e gli sviluppi progettuali devono avvenire attraverso un processo di sinergie multidisciplinari intese non come una successione di determinazioni a cascata ma piuttosto come uno scambio orizzontale di idee, opinioni e competenze specifiche necessario per chi si trova a confrontarsi con l’esistente.
In ultimo, ma non certo per importanza, doveroso sottolineare il ruolo fondamentale della Compagnia di San Paolo che, sempre attenta nei confronti del patrimonio artistico piemontese, finanzia in maniera sostanziale l’intero intervento che, senza di Essa, sarebbe forse stato improponibile o, quantomeno difficile nell’immediato.
L’augurio finale è che, terminata questa prima serie di lavori, ne possano seguire altri, strutturati come lotti di un progetto generale che veda il restauro e la rifunzionalizzazione dell’Eremo tutto, consapevoli che in quanto monumento rappresenti una parte della storia sociale degli uomini che l’hanno prodotto e, come tale vada conservato e rispettato.
Eremo… avanti bene! …anche nei tempi della crisi!
Quest’anno l’avvio della stagione è stato un po’ difficoltoso; vuoi per le bizzarrie del tempo estivo, per la mancanza di personale volontario disponibile, ma soprattutto per la crisi economica che stiamo avvertendo a livello nazionale. Dopo quest’inizio incerto, il decollo è stato a dir poco perfetto. Tutte le varie iniziative che erano previste si sono puntualmente realizzate.
Domeniche piene di festa e d’allegria, con gli alpini, con la Filarmonica, con i marinai, con il ballo e le bocce e tante gare a scala 40, e non tralasciando momenti di fede con i gruppi di Padre Pio. Feste per tutti… ricordando sempre coloro i quali, con il proprio volontariato fanno sì che questa casa possa essere aperta puntualmente ogni anno.
Tra festeggiamenti vari, si giunge così alla vigilia della festa patronale dell’Eremo che è il 15 agosto festa di Maria Assunta in cielo. La tradizionale fiaccolata, spettacolo gradito dei giovani fedelissimi dell’Eremo capeggiati dall’ingegnoso Roger e dall’intrepido Igor anticipa di poco il rinfresco di mezzanotte con leccornie varie annaffiate da ottimo vino. Il mattino di ferragosto s’inizia con il ringraziare il Signore e la Madonna con la messa presieduta dall’Arciprete don Giancarlo.
Il cielo minaccioso lascia terminare appena in tempo la santa messa per poi scatenarsi con acqua, tuoni e fulmini. Con il pranzo sotto il tendone, e la susseguente estrazione dei premi della lotteria pro EREMO si conclude la giornata, un po’ fredda per essere a metà agosto. Il ricavato della lotteria è una piccola goccia che si aggiunge alle tante altre, come tante sono le offerte pro restauri degli affreschi del Gonin, nei saloni della Casalpina Carmagnolese. Restauri che sono giunti quasi a metà anche grazie alla donazione della Compagnia di san Paolo.
Per dovere di cronaca con un po’ di paura ad inizio stagione, il bilancio dell’Eremo è tornato in attivo, è novità di quest’anno è che l’Eremo ha avuto l’allacciamento all’acquedotto per questo il problema, sempre esistito, della mancanza dell’acqua da oggi, non ci sarà più. L’Eremo non solo sopravvive, ma si migliora di anno in anno grazie alla generosità di tanti e con l’aiuto dei volontari del lunedì che sperano sempre di aumentare di numero.
Grazie a tutte queste persone che il Signore saprà ricompensare. Grazie a coloro che quest’estate hanno offerto la loro opera, la cuoca Lina e il suo aiutante Federico, l’equipe romena, Paolo, Teresa, China Alice, Rosa, Savino e consorte e ai tanti che non ho nominato per loro espresso desiderio.
Un ricordo affettuoso per la cara mamma Cristina Ansaldi.





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