Teniamoci in contatto

Da qualche settimana è iniziato il nuovo anno catechistico.

Facciamo sempre più fatica ad accettare che i ragazzi il primo giorno ci vengano consegnati distrattamente dai loro genitori, mentre noi ci sentiamo sempre più inadeguati rispetto agli obiettivi. Ma che fare? Solo una piccola percentuale di famiglie accetta di lasciarsi coinvolgere…” così inizia l’editoriale scritto da Umberto De Vanna su “Dossier Catechista” la rivista dell’Elledici che è un po’ il vademecum di noi che vogliamo annunciare la vita buona del Vangelo perché ci mette in contatto con tante realtà italiane, tante voci di tante parrocchie e mai come in questo caso ci siamo sentiti parte di un percorso collettivo che deve vederci uniti, ragazzi – educatori e famiglie, nel cammino di fede che tutti noi siamo chiamati a percorrere durante tutta la nostra vita. “Siamone convinti: non è mai inutile, né sproporzionato lo sforzo che facciamo per coinvolgere i genitori. È indispensabile se vogliamo che i nostri ragazzi facciano esperienza cristiana anche in famiglia. Dicono i vescovi: “L’apporto di padre e madre ha un influsso decisivo nella vita dei figli. Il legame lascia un’impronta indelebile”. Al centro dei ragazzi che incontriamo ci sono sicuramente loro, mamma e papà, con i loro progetti, le loro speranze e paure. Anche noi quest’anno abbiamo voluto incominciare dalle famiglie da questi papà e da queste mamme, che sono adulti e sicuramente hanno bisogno di percepire l’utilità di quello che stanno facendo. Ma per fare questo bisogna avvicinarsi alla parrocchia e aver voglia di mettersi in gioco e fare questa strada insieme ai figli. Per qualcuno sarà sicuramente il proseguire di un cammino già intrapreso insieme, per altri sarà ricominciare un percorso interrotto magari da qualche anno, per altri ancora sarà magari l’inizio di un viaggio, che noi ci auguriamo possa essere gioioso e interessante. Insomma, è necessario che la famiglia non sia considerata solo oggetto di attenzione e di cura proponendole iniziative e incontri senza usufruire delle stesse famiglie (quelle più sensibili) perché si facciano protagoniste delle proposte e dell’animazione verso le altre famiglie coinvolte. Attivare il protagonismo e la responsabilità delle stesse famiglie verso le altre è una via maestra per superare la passività delle stesse, rendendole più interessate e “agenti” , operative sul campo, scoprendo così anche le loro potenzialità di servizio non solo ai propri figli, ma anche alla comunità (da Chi fa catechesi ha bisogno di catechesi – Vescovo Cesare Nosiglia). Come vedete tutti ci spingono verso una sola direzione che è quella di camminare uniti verso la sola luce che sempre illuminerà i nostri passi, quella che si accenderà anche quest’anno nella notte di Natale, la luce del Signore Gesù, che riuscirà sempre a farci trovare la giusta direzione anche se le nostre strade a volte sembreranno sbagliate. Buon inizio di catechismo e… teniamoci in contatto.

Il coordinamento catechistico